Consulenza e Tutela
La consulenza, per me, non è una semplice visita
Quando una persona si rivolge a me, non mi sta chiedendo semplicemente un parere su un impianto.
Mi sta chiedendo di aiutarla a capire il proprio caso.
Ed è una differenza fondamentale.
In implantologia il paziente si trova spesso davanti a una quantità enorme di informazioni, tecniche, opinioni e proposte differenti.
All-on-4.
All-on-6.
Impianti zigomatici.
Innesti.
Rialzi del seno.
Impianti pterigoidei.
Riabilitazioni differenti.
Ma il paziente non deve essere lui a diventare implantologo per capire cosa fare.
Deve avere qualcuno che conosca questo mondo e che sappia orientarlo.
Prima viene la conoscenza del caso
La mia consulenza parte dalla persona.
Dalla sua storia.
Dalla documentazione.
Dalla panoramica.
Dalla TAC quando disponibile.
Dai trattamenti precedenti.
Dalle eventuali problematiche già incontrate.
E soprattutto dall’anatomia.
Perché prima di parlare di una tecnica bisogna capire che paziente abbiamo davanti.
Non credo nelle soluzioni preconfezionate.
Non credo che quattro, sei, otto o dieci impianti possano essere stabiliti prima ancora di avere studiato realmente il caso.
Prima si studia. Poi si decide.
Conoscere l’anatomia significa guardarla nella sua interezza
Una parte fondamentale della mia esperienza è legata alla distinzione tra osso alveolare e osso basale.
Quando l’osso alveolare è fortemente riassorbito, non considero sufficiente fermarmi alla quantità di osso che non c’è più.
Bisogna comprendere l’anatomia residua.
Bisogna conoscere le strutture profonde.
Bisogna sapere quali possibilità possono offrire.
È questa visione che ha contribuito allo sviluppo di protocolli come Bilateral Sinus Solution™ e All-on-Full®.
La consulenza serve anche a questo:
capire ciò che il paziente ha realmente a disposizione, non soltanto ciò che ha perso.
La diagnosi collegiale
Nei casi più complessi la valutazione può coinvolgere più competenze.
È quello che chiamo diagnosi collegiale.
Ho costruito negli anni una squadra di professionisti che conosco personalmente.
Conosco i loro percorsi.
Conosco le loro esperienze.
Conosco le loro competenze.
Conosco i loro punti di forza.
E so quali situazioni possono essere affidate alle loro capacità.
Questo permette di mettere intorno al paziente le competenze necessarie.
Non una semplice successione di visite.
Non un paziente mandato da uno specialista all’altro.
Un percorso organizzato.
La tutela nasce dalla conoscenza
Per me tutelare il paziente significa soprattutto evitare che debba affrontare da solo decisioni che non ha gli strumenti per valutare.
Un paziente non può conoscere tutti i professionisti.
Non può sapere quali siano realmente esperti in una determinata tecnica.
Non può conoscere la differenza tra una competenza dichiarata e una competenza maturata sul campo.
Non può valutare autonomamente ogni scelta anatomica e biomeccanica.
Io invece devo farlo.
È parte della responsabilità che mi assumo quando una persona decide di affidarsi a me.
Consulenza significa anche dire ciò che non si vuole sentire
Una consulenza seria non può essere costruita soltanto per confermare ciò che il paziente desidera.
Se una possibilità non è indicata, va detto.
Se una situazione richiede un percorso complesso, va spiegato.
Se esistono più possibilità, devono essere messe a confronto.
Se un paziente arriva dopo un precedente fallimento, bisogna capire cosa è successo prima di pensare a ciò che verrà dopo.
La tutela non consiste nel promettere.
Consiste nel conoscere, spiegare e assumersi una responsabilità.
Il mio compito è organizzare il percorso
Nel tempo ho imparato che la mia esperienza non serve soltanto a conoscere l’implantologia.
Serve a mettere insieme le conoscenze.
Conoscere il paziente.
Conoscere l’anatomia.
Conoscere le tecniche.
Conoscere i professionisti.
Conoscere le loro competenze.
E organizzare tutto questo intorno a una singola persona.
È questo il significato che attribuisco alla consulenza.
La tutela continua dopo la decisione
Per me il rapporto con il paziente non finisce quando è stata individuata una soluzione.
Se una persona si è affidata a me, continuo a considerare quel percorso una mia responsabilità.
Perché la fiducia non si costruisce con una prima visita.
Si costruisce nel tempo.
E soprattutto si dimostra quando qualcosa diventa difficile.
Il principio è semplice
Non voglio che il paziente debba chiedersi:
“A chi devo credere?”
Voglio aiutarlo ad arrivare a una domanda diversa:
“Qual è la soluzione più coerente con la mia situazione e perché?”
Per arrivare a questa risposta servono conoscenza, esperienza, confronto e capacità di organizzazione.
È questo che considero Consulenza e Tutela.
Non una promessa.
Non una pubblicità.
Non una tecnica da vendere.
Un percorso costruito intorno al paziente.
Nicola Lettera
Consulenza e Tutela del Tuo Percorso Implantare
Prima di scegliere dove curarti, hai il diritto di capire quale percorso è davvero adatto a te.
Per la tua tutela
Prima di prendere una decisione sul tuo percorso implantare, conoscere la tua situazione è fondamentale.
Se vuoi, inviaci la tua panoramica. Puoi farlo comodamente anche tramite WhatsApp.