Lamine corticali dello sfenoide
Le lamine corticali dello sfenoide sono strutture ossee profonde della base cranica che assumono particolare importanza nella progettazione di alcuni impianti pterigoidei.
Nell’implantologia avanzata rappresentano uno degli esempi più chiari di un principio fondamentale:
quando l’osso alveolare è gravemente riassorbito, la progettazione implantare può studiare strutture ossee profonde e corticali che non coincidono con la cresta alveolare.
Lo sfenoide
Lo sfenoide è un osso impari e mediano situato alla base del cranio.
È una struttura anatomica complessa, in rapporto con numerose ossa del massiccio cranio-facciale.
Nella regione posteriore del mascellare superiore, lo sfenoide entra in rapporto con la regione pterigoidea, che costituisce un’importante area anatomica nello studio degli impianti pterigoidei.
Perché le lamine corticali sono importanti
Un impianto inserito nella regione pterigoidea può essere progettato in modo da attraversare la regione del tuber mascellare e raggiungere strutture ossee profonde della regione pterigoidea.
L’obiettivo è ottenere un ancoraggio che non dipenda esclusivamente dalla quantità di osso alveolare residuo.
Questo diventa particolarmente interessante nei pazienti nei quali:
- la regione molare è fortemente riassorbita;
- il seno mascellare è molto pneumatizzato;
- l’altezza ossea sotto il seno è insufficiente;
- la cresta alveolare non offre un ancoraggio convenzionale adeguato.
Impianto pterigoideo
L’impianto pterigoideo è un impianto progettato nella regione posteriore del mascellare superiore con una traiettoria che può raggiungere strutture ossee profonde della regione pterigoidea.
Nella configurazione BSS descritta nelle vostre pagine, i pilastri posteriori 18 e 28 vengono utilizzati come punti fondamentali della progettazione.
La traiettoria può attraversare:
cresta residua → tuber mascellare → regione pterigoidea → struttura corticale profonda.
La geometria effettiva, tuttavia, deve essere determinata sulla CBCT del singolo paziente.
Ancoraggio bicorticale
Quando la geometria anatomica permette di ottenere un contatto implantare con più corticali, si parla di ancoraggio bicorticale.
Il concetto biomeccanico è quello di ottenere stabilità attraverso strutture corticali più resistenti rispetto all’osso trabecolare meno denso.
Questo è particolarmente interessante nell’implantologia basale e corticale.
La stabilità primaria non dipende quindi semplicemente dalla quantità totale di osso, ma dalla qualità, dalla geometria e dalla distribuzione delle superfici di ancoraggio.
Lamine corticali e BSS
Nella Bilateral Sinus Solution™ (BSS) i due impianti posteriori costituiscono i principali pilastri della parte posteriore dell’arcata.
La logica è quella di evitare di affidare tutta la funzione masticatoria alla zona anteriore quando il supporto posteriore può essere ricercato in strutture anatomiche profonde.
Il sistema viene quindi progettato secondo una geometria distribuita:
18 ↔ anteriori ↔ 28
creando un’ampia base di sostegno per la futura riabilitazione protesica.
Il rapporto con il seno mascellare
Questo è uno degli aspetti più importanti.
Il seno mascellare occupa gran parte della regione posteriore del mascellare superiore.
Quando è fortemente pneumatizzato, l’osso alveolare disponibile sotto il seno può diventare molto ridotto.
L’impianto pterigoideo permette, in casi selezionati, di progettare una traiettoria che bypassa la cavità sinusale, raggiungendo strutture ossee posteriori profonde.
È il principio alla base del concetto di:
“impianto strategico oltre il seno”.
Non è semplicemente “mettere un impianto inclinato”
È importante distinguere la geometria implantare dalla semplice inclinazione.
Un impianto pterigoideo non viene progettato soltanto perché “manca osso”.
La traiettoria deve essere studiata per:
- raggiungere la struttura anatomica prevista;
- rispettare le strutture circostanti;
- ottenere un adeguato ancoraggio;
- stabilire una corretta emergenza protesica;
- inserirsi nella geometria complessiva dell’arcata.
L’inclinazione, quindi, è una conseguenza della traiettoria anatomica progettata, non l’obiettivo in sé.
Lunghezza e diametro
La lunghezza e il diametro dell’impianto non possono essere definiti universalmente.
Dipendono da:
- anatomia del tuber;
- posizione delle strutture pterigoidee;
- spessore delle corticali;
- traiettoria scelta;
- distanza dalle strutture anatomiche;
- obiettivo protesico;
- caratteristiche dell’impianto utilizzato.
Nella configurazione BSS riportata nella documentazione tecnica vengono descritti impianti posteriori nell’ordine di 19–21 mm, ma questo dato appartiene alla configurazione specifica e non rappresenta una prescrizione universale per ogni paziente.
Torque e stabilità primaria
La stabilità primaria viene valutata attraverso parametri clinici e strumentali appropriati.
Il torque di inserimento può fornire informazioni sulla resistenza incontrata durante l’inserimento, ma non deve essere considerato da solo come misura completa della stabilità implantare.
Altri parametri possono includere:
- ISQ;
- qualità e quantità della corticalizzazione;
- geometria implantare;
- superficie di contatto;
- distribuzione delle corticali coinvolte;
- stabilità dell’intero sistema implantare-protesico.
Il concetto fondamentale è:
la stabilità è una proprietà del sistema, non soltanto del valore di torque.
Il significato nell’atrofia
Qui ritorna il concetto centrale dell’implantologia senza osso alveolare.
Un paziente può presentare:
atrofia severa della cresta posteriore + seno pneumatizzato + pochissimi millimetri di osso alveolare.
Se ci si ferma esclusivamente a quei millimetri, le possibilità possono sembrare estremamente limitate.
Se invece si studia l’intera anatomia tridimensionale, possono emergere altri pilastri anatomici.
La domanda diventa:
“Dove posso ottenere stabilità nell’anatomia che il paziente conserva?”
La vera progettazione è tridimensionale
La progettazione di un impianto pterigoideo non dovrebbe essere descritta soltanto attraverso:
lunghezza + diametro + inclinazione.
È necessario considerare contemporaneamente:
punto di ingresso → traiettoria → strutture attraversate → corticali raggiunte → emergenza protesica → distribuzione del carico.
Questa è una progettazione geometrica tridimensionale.
In sintesi
Le lamine corticali dello sfenoide appartengono a strutture ossee profonde della regione cranio-facciale e possono entrare nella progettazione di specifici impianti pterigoidei.
Nel protocollo BSS, il loro interesse deriva dalla possibilità, nei casi anatomicamente appropriati, di ottenere un ancoraggio posteriore profondo senza dipendere esclusivamente dall’osso alveolare presente sotto il seno mascellare.
Il concetto fondamentale è:
L’atrofia della cresta alveolare non deve essere confusa con l’assenza dell’intera struttura ossea mascellare.
La CBCT serve proprio a individuare ciò che è realmente presente e a progettare, caso per caso, la traiettoria implantare più appropriata.