Fosse retrocanine

Le fosse retrocanine sono una regione anatomica del mascellare situata posteriormente alla zona del canino, in posizione strategica rispetto alla regione premascellare e alle strutture nasali.

Nell’implantologia avanzata rappresentano una delle strutture che possono essere studiate per individuare punti di ancoraggio corticali nei pazienti con importante riassorbimento dell’osso alveolare.


Perché sono importanti nell’atrofia

Quando un paziente perde i denti, l’osso alveolare può riassorbirsi in maniera importante.

Questo può creare una situazione apparentemente paradossale:

la cresta alveolare è gravemente atrofica, ma più profondamente possono essere ancora presenti strutture corticali utilizzabili nella progettazione implantare.

Per questo l’atrofia non dovrebbe essere valutata soltanto misurando l’altezza della cresta.

La CBCT deve permettere di studiare:

  • spessore delle corticali;
  • geometria della regione retrocanina;
  • rapporto con la cavità nasale;
  • rapporto con il seno mascellare;
  • qualità dell’osso disponibile;
  • direzione possibile dell’impianto;
  • strutture anatomiche circostanti.

Le fosse retrocanine nella BSS

Nella Bilateral Sinus Solution™ (BSS) la regione retrocanina rappresenta uno dei punti che possono partecipare alla costruzione della geometria implantare del mascellare superiore.

Nella configurazione descritta dal protocollo, vengono utilizzati due impianti trasversali, indicativamente nelle zone 15 e 25, quando l’anatomia del paziente lo consente.

Questi impianti hanno una funzione precisa:

stabilizzare la parte anteriore e contribuire alla distribuzione del carico tra i diversi pilastri anatomici della riabilitazione.

Non lavorano quindi isolatamente.

La loro funzione deve essere letta insieme agli altri punti di ancoraggio della BSS.


Una struttura diversa dall’osso alveolare

Questo è il concetto fondamentale.

L’osso alveolare è strettamente collegato alla presenza dei denti e può andare incontro a importante riassorbimento dopo la loro perdita.

Le strutture ossee più profonde possono invece mantenere una morfologia differente.

Per questo un paziente può arrivare con una diagnosi di:

atrofia alveolare severa

senza che questo significhi automaticamente:

assenza totale di strutture ossee utilizzabili.

La domanda corretta diventa:

“Quali strutture anatomiche sono rimaste e possono essere utilizzate per progettare l’ancoraggio?”


Impianti trasversali

La particolarità della regione retrocanina è che la traiettoria implantare può essere studiata secondo una geometria diversa dall’asse convenzionale della cresta.

In funzione dell’anatomia possono essere valutate:

  • traiettorie trasversali;
  • traiettorie oblique;
  • ancoraggi corticali;
  • configurazioni bicorticali.

La scelta di diametro, lunghezza e traiettoria deve però essere determinata sulla base dell’anatomia tridimensionale individuale.

Non esiste una misura valida per tutti.


Il ruolo biomeccanico

Una riabilitazione completa non deve essere progettata soltanto per “tenere gli impianti”.

Deve essere progettata per distribuire le forze.

I punti retrocanini possono contribuire a creare un poligono di sostegno più ampio, riducendo la concentrazione del carico su un numero limitato di impianti anteriori.

Questo diventa particolarmente importante quando la riabilitazione deve comprendere:

  • premolari;
  • molari;
  • 14 elementi;
  • carico immediato;
  • assenza di una lunga estensione protesica non supportata.

Rapporto con la regione nasale

Le fosse retrocanine devono essere valutate anche in rapporto alle strutture nasali.

La progettazione tridimensionale deve considerare contemporaneamente:

fossa retrocanina → regione nasale → premascellare → seno mascellare → pilastri posteriori.

È proprio questa lettura complessiva dell’anatomia che permette di trasformare una semplice valutazione della “quantità di osso” in una vera progettazione spaziale.


Non esiste un impianto retrocanino standard

Ogni paziente presenta una conformazione diversa.

Per questo non è corretto stabilire a priori che tutti debbano ricevere:

  • la stessa lunghezza;
  • lo stesso diametro;
  • la stessa inclinazione;
  • lo stesso punto di ingresso.

La progettazione deve partire dalla CBCT, individuare la struttura corticale disponibile e costruire la traiettoria implantare in funzione di quella anatomia.


Il principio dell’implantologia senza osso alveolare

La regione retrocanina dimostra un concetto importante:

“Senza osso alveolare” non significa necessariamente “senza possibilità di ancoraggio”.

Significa che bisogna smettere di cercare esclusivamente ciò che è rimasto della cresta alveolare e studiare l’intero patrimonio anatomico residuo.

È questa la differenza tra:

cercare osso per mettere un impianto

e

cercare il miglior punto anatomico nel quale ancorare l’impianto.


In sintesi

Le fosse retrocanine possono rappresentare, nei casi anatomicamente appropriati, un importante elemento della progettazione implantare avanzata.

Nella BSS vengono considerate insieme agli altri pilastri anatomici per creare una riabilitazione tridimensionalmente distribuita.

Il principio rimane quello fondamentale:

L’atrofia descrive ciò che è stato perso. La progettazione implantare deve studiare ciò che è rimasto.

Ed è proprio nelle strutture residue — corticali, pilastri e zone profonde del mascellare — che può essere individuata la possibilità di una riabilitazione che non dipenda esclusivamente dall’osso alveolare residuo.